Lo Sport è in ginocchio: riuscirà a rialzarsi?

-di Michele Bonino e Lorenzo Henriquet

Quella del Covid-19 è sicuramente una delle pagine più tragiche della storia mondiale dal secondo dopoguerra e inevitabilmente tutte le attività pubbliche che prevedevano assembramenti sono state sospese a tempo indeterminato, comprese le manifestazioni sportive.

Venerdì 13 marzo la Lega Nazionale Professionistica di Basket Americana, nota sotto la sigla NBA, si è trovata costretta ad interrompere d’urgenza la stagione, compresa la partita tra Oklahoma City Thunder e Utah Jazz che stava per prendere inizio pochi minuti prima della drastica decisione della Lega. Come mai tanto allarmismo? Semplice, il centrale dei Jazz, Rudy Gobert è stato trovato positivo al Coronavirus.

Quando riprenderà la stagione?

Questa è la domanda che tutti si fanno ma a cui nessuno, proprio nessuno, sa come rispondere. L’NBA si è data 30 giorni per rivalutare la situazione, dunque si presume che non si tornerà a giocare prima del 13 aprile. Tuttavia si tratta di una stima ottimistica, dato per il momento non è facile capire nemmeno quale sia la causa della diffusione del virus. La Lega è convinta che si riuscirà a portare a termine la stagione prima o poi, e che verrà dunque decretato un vincitore. Non è ancora chiara la modalità di conclusione della regural season, se si ricomincerà disputando le partite rimanenti oppure avvalendosi direttamente dei playoff.

Questo però non è il primo caso di sospensione di un campionato sportivo in America: infatti già in passato la MLB di Baseball ha dovuto cancellare la stagione a causa di un massiccio sciopero dei giocatori. Caso analogo a quello odierno fu quando nel 1919 la Febbre Spagnola impedì la disputa delle finali della Stanley Cup. Così come l’NBA, anche la stagione di basket NCAA è stata sospesa, nonostante mancasse poco meno di un mese alla sua conclusione. Ma l’America non è l’unico Continente colpito: il calcio europeo ha risentito in negativo della diffusione del Covid-19. Tutto è iniziato come negli USA, quando il difensore della Juventus Daniele Rugani è stato trovato anch’egli positivo. La situazione è stata gestita in maniera diversa, non interrompendo subito le partite in programma ma continuando ancora per una settimana. Questa negligenza ha fatto sì che il virus potesse diffondersi su un’area più vasta, rendendo l’Italia uno dei Paesi più colpiti del mondo.

La questione più importante in ambito sportivo è la risoluzione dei problemi legati ai contratti dei giocatori. Infatti può capitare che un giocatore percepisca un maggior stipendio al raggiungimento di un prestabilito numero di match. La soluzione più logica sarebbe quella di parametrare i bonus stabiliti in base al numero di partite che sono già state giocate, pari quasi all’80% del totale.

Comunque non è questo il problema di maggior rilevanza, ma lo è rispettare le indicazioni sanitarie per ridurre la diffusione del virus.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...