I prodotti chimici in agricoltura ed il loro impatto sull’ambiente

-di Marilena Barabino e Lucia Parodi

Come sappiamo tutti, le tecniche di coltivazione in antichità erano molto rudimentali e limitavano la produzione; gli strumenti utilizzati in passato avevano certamente caratteristiche meno sofisticate rispetto a quelli contemporanei e il lavoro nei campi dipendeva quasi totalmente dalle forze fisiche dell’uomo. Con il passare del tempo i macchinari in ambito agricolo si sono sempre di più evoluti, quasi fino ad eliminare la necessità di impieghi umani nella coltivazione, ma, insieme a congegni sempre più moderni, è nato anche l’utilizzo di nuovi prodotti chimici, che hanno modificato e rivoluzionato le tecniche di produzione. I prodotti chimici comprendono fertilizzanti, pesticidi  ed erbicidi: i fertilizzanti vengono utilizzati al fine di rendere il terreno maggiormente fertile; l’impiego dei pesticidi, invece, ha lo scopo di annientare gli insetti dannosi per le coltivazioni, mentre gli erbicidi uccidono le erbe che ostacolano la crescita di prodotti agricoli. L’abuso di prodotti chimici per l’agricoltura nei paesi più sviluppati è evidente dai dati statistici: in Germania, Giappone e Gran Bretagna se ne usano più di 300 kg per ettaro, in Italia 104, mentre i consumi scendono a 35 in Cina, 22 in Messico, 7 in Bangladesh e 1 in Nigeria. Per alcuni agricoltori la chimica è indispensabile per garantire produzioni costantemente abbondanti. Ambientalisti e attivisti, invece, ritengono che utilizzarla sia nocivo per l’ambiente e quindi vada ridotta. Un dato fornito dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nel 2012 rivela che nelle acque italiane sono state trovate 175 sostanze chimiche diverse, un numero più elevato rispetto agli anni precedenti.  L’uso intensivo di pesticidi sta mettendo in pericolo sia la vita di ecosistemi fondamentali per lo svolgimento della vita stessa dell’uomo, sia le loro dinamiche, come l’impollinazione, il controllo naturale dei parassiti e la fertilità del suolo; quindi per evitare danni all’ambiente che ci circonda e a noi stessi è fondamentale che l’uomo riduca l’utilizzo di queste sostanze nocive, preservando l’equilibrio e la bellezza della natura.

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